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Autore Topic: Honeymoon tra New York e Polinesia parte 1  (Letto 2890 volte)

ALE_70.VICENZA

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Honeymoon tra New York e Polinesia parte 1
« il: 18 Ottobre 2007, 21:04:47 »

Honeymoon tra New York e Polinesia
Daniela ed Alessandro di Vicenza
Dal 23.07.2007 al 17.08.2007

INTRODUZIONE
La Polinesia è sempre stata il nostro sogno, non poteva che essere quindi meta ideale per il nostro viaggio di nozze.
La Polinesia è un insieme di arcipelaghi ed atolli dispersi nell’area meridionale del Pacifico.
I colori delle lagune, il verde della lussureggiante vegetazione, i colori del cielo durante i tramonti vi regaleranno emozioni non ripetibili e realmente uniche.
Lagune azzurrissime, isole verdi con alte montagne ricoperte di lussureggiante vegetazione, rendono le isole della Società posti unici al mondo, le cui acque sono comparabili solamente a quelle delle isole Maldive.
Il tour dell’isola di Bora Bora, la cui laguna dalle acque azzurre e cristalline con lo sfondo del vulcano verdissimo di Bora Bora vi lasceranno un ricordo indelebile;
la selvaggia Huahine, ove farete dei bagni in spiaggette da sogno con solo il rumore degli uccelli della foresta, suoni che difficilmente sentirete in altri posti.
L'arcipelago delle Tuamotu invece offre atolli selvaggi con isole meno turistiche, contorniate da migliaia di motu (isolotti) disabitati dalle sabbia candide, rosa ed altre sfumature ancora.
Incontrerete persone che vivono in questi isolotti sperduti in mezzo all'Oceano Pacifico, capaci di adattarsi a vivere in questi angoli del pianeta dove la tecnologia e gli agi non sono ancora arrivati.
Se visiterete Rangiroa, tappa obbligata sarà l'escursione alla Blue Lagoon, a nostro paraere il posto più bello (per non dire paradisiaco) di tutta la Polinesia e a detta di molti posto unico al mondo per bellezza.
In altre occasioni abbiamo avuto la fortuna di visitare altri posti, da Zanzibar alle Maldive, dal Mar Rosso alla Tunisia, fino ai caldi mari Caraibici, ma le sensazioni che vi lasceranno le isole polinesiane saranno realmente qualcosa di unico :
i paesaggi che vedrete, i colori della vegetazione e le sfumature del cielo durante il tramonto saranno realmente unici.
Il mio non intende essere un resoconto dettagliato dei posti, ma un formulario di info utili per chi si accinge a preparare un viaggio in Polinesia.
Per non tediare chi legge evito appositamente di scendere nei dettagli, dando maggior risalto alle emozioni che i posti mi hanno lasciato.
Non aggiungo altro per non togliervi la sorpresa...

DIARIO DI VIAGGIO
Tot. 26 giorni, comprese soste a New York.
 Due arcipelaghi visitati :Arcipelago della  Società e Tuamotu, in tutto 6 isole.

Finalmente si parte per il tanto atteso viaggio di nozze in Polinesia che dopo attente valutazioni e leggendo quasi tutti  i commenti di altri turisti in questo sito, decidiamo di prenotare tramite la ns. agenzia viaggi di fiducia.
Dopo aver celebrato il nostro matrimonio  sabato 21 luglio 2007, il lunedì  seguente alle ore 4:00 partiamo da casa con direzione Milano Malpensa, volo Alitalia previsto per le ore 10:00 e con destinazione New York.
Ho avuto la fortuna di visitare altri posti in giro per il mondo, quindi ho dato il giusto peso a tutto, ponderando le emozioni prima di scrivere.
La gente polinesiana, al contrario di quello che viene detto non è affatto gentile e cordiale, anzi.
Lo saranno anche, ma quando paghi 120 euro per un’escursione in barca sono capaci tutti ad essere gentili e sembra quasi che il piatto di pesce crudo che ti viene “gentilmente offerto” sia quasi una cortesia nei tuoi confronti.

New York 23/07-25/07
Edison Hotel – Times Square
Dopo il caldo afoso del giorno del matrimonio, all’arrivo a New York ci ha accolto una pioggia insistente, ma è comunque forte l’emozione di visitare nuovamente (già visitata l’anno precedente) una città così suggestiva e particolare. Decidiamo di utilizzare il “Supershuttle Manhattan” per trasferirci all’Hotel Edison che abbiamo prenotato tramite internet senza intermediazione dell’agenzia(sia l’Hotel che il Supershuttle). L’Hotel si trova in  posizione centralissima (vicinissimo a Rockefeller Center e Times Square) e la camera era molto accogliente e spaziosa (salottino compreso).
Con la pioggia è ovviamente tutto più difficile ma, acquistato un ombrellino in un negozio del centro, ci avventuriamo per le strade di Manhattan: la fontana di Rockefeller Plaza, la Fifthy Avenue, l’entrata sud di Central Park, sempre comunque pronti a catturare con l’obbiettivo della ns Canon digitale quell’atmosfera newyorkese che la pioggia ha reso ancora più interessante.
Il giorno seguente, fortunatamente, ci  attende una splendida giornata di sole e quindi dopo una sempre ottima colazione allo Starbucks Coffee sotto i grattacieli di Times Square ci incamminiamo per la fermata della subway newyorkese, destinazione Wall Street, il distretto finanziario.
Alle otto di mattina è impressionante quanta gente si incontra per strada. Dopo avere percorso Wall Street ci dirigiamo verso Battery Park, dove partono i traghetti per Liberty Island.
Vista la fila, decidiamo di dirigerci sul ponte di Brooklyn che attraversiamo in entrambi i sensi.
Breve visita al Century 21 dove nonostante i prezzi favorevoli non comperiamo nulla per non avere sovrappesi durante il lungo viaggio che ci aspetta.
Percorrendo Liberty Street ci dirigiamo a Ground Zero per vedere rispetto all’anno scorso i lavori per la Freedom Tower, il grattacielo più alto al mondo che sorgerà al posto del World Trade Center e notiamo che le enormi fondamenta sono quasi completate, compresi i tunnel per la subway.
Entriamo quindi nel World  Financial Center, un complesso di 4 palazzi (grattacieli) cui trovano sede importanti aziende di consulenze e negozi, posto immediatamente a ridosso di Ground Zero.
Un’ampia vetrata offre una suggestiva veduta di Ground Zero,all’uscita sosta con pizza in un localino e via verso Rockefeller Center.
Saliamo al Top Of  the Rocks dal quale ci godiamo lo spettacolo di Manhattan vista dall’alto.
Siamo leggermente più bassi dell’Empire State Building che si distingue, ma si è più vicini a Central Park.
Foto di rito e via verso Times Sqaure.
Al tramonto crociera attorno Manhattan, dal molo fino al palazzo dell’ONU.
Il giorno seguente attraversamento di Central Park da nord a Sud lungo il West Side e via in aeroporto dopo una meritata bistecca da Tad’s Steaks.
Stavolta utilizziamo la subway e l’Air Train che è un trenino che fa il giro di tutti i terminal del JFK.
Altro che supershuttle : con soli 7$ a persona in meno di un’ora arrivi all’aeroporto.
Peccato che ho già prenotato il supershuttle anche per il ritorno.
Dopo un lungo check-in finalmente ci imbarchiamo sull’Airbus dell’Air Tahiti, che emozione : si parte.

Papeete 26/07
Hotel Mandarin – Standard room
Dopo un lungo volo di 13 ore filato liscio come l’olio atterriamo a Tahiti all’aeroporto int. di Faaa.
L’emozione ti fa subito scordare le lunghe ore di volo e non ti rendi neanche conto di essere a più di 20.000Km da casa, nella parte opposta del mondo e con 12 ore di fuso orario di differenza,
Azzeccatissima la scelta di sostare 3 giorni a New York, il volo è meno pesante del previsto.
Appena sbarcati si sente l’odore del Tiarè, odore che ci accompagnerà per tutto il soggiorno in Polinesia.
Collana di fiori, consegna dei voucher e via verso il Mandarin, Hotel situato proprio nel centro di Papeete, nelle immediate vicinanze del mercato e scelto per tale motivo.
Dopo una bella doccia e un sonno ristoratore nell’assoluta tranquillità del quinto piano del Mandarin ci svegliamo per la visita del mercato, per cambiare i soldi e per visitare il centro.
Trascorriamo la mattinata per le vie del centro ove pranziamo con la specialità del posto : le baguette con insalata e prosciutto, veramente squisite.
Peccato non avere qualche giorno a disposizione per visitare l’interno dell’isola.
Mercato a parte, Tahiti non ci entusiasma, sarà per il traffico, ma siamo felici di partire alla volta di Moorea, qui inizia il vero sogno polinesiano.
Alle undici in punto la reception molto “gentilmente” ci avvisa in camera via telefono che è ora del check-out.

Moorea  26/07-29/07
Hotel Hibiscus - Garden Bungalow
Dopo un brevissimo volo “suggestivo” con Air Moorea atterriamo con qualche scossone nel piccolo scalo di Moorea.
Moorea, a soli 19Km da Papeete con la sua sagoma inconfondibile vi stupirà per la rigogliosa vegetazione, senza forse la più bella delle isole della società (ho detto come isola, non come laguna o spiagge).
Prenotiamo subito l’escursione Jeep Safari in 4x4 , consigliatissima.
 Soggiorniamo all’Hotel Hibiscus, nell’insieme il giudizio è sufficiente.
La nostra sistemazione è un garden bungalow, per la precisione il numero 6 , ma la prima notte verso le due del mattino scopriamo che il nostro bungalow è proprio attiguo ad un arbusto alto 5 o 6 metri, dove alloggiano galli e galline!!
Dalle due fino a mattino inoltrato impossibile dormire.
Al mattino la colazione viene servita su una terrazza affacciata sul mare, da cui si gode la calma della laguna.
La spiaggetta dell’albergo non è un granché, decidiamo quindi di noleggiare due bici dal gestore italiano dell’Hibiscus, sì avete capito bene : italiano !
Rassegnati oramai di incontrare solo scortesi francesi (non avevo nulla contro i francesi, dopo la luna di miele ho cambiato opinione), convinto di fare bella figura diciamo : Oh finalmente un italiano.
Senonchè il nostro interlocutore, ci risponde seccamente dicendo :
“Eh sì, cosa volete, ognuno porta con sé le sue disgrazie”.
Chiudo l’argomento per non scendere in inutili commenti polemici!!!
Tornando alle spiagge, il bello deve ancora venire : il secondo giorno procediamo verso est lungo la spiaggia.
Si incontra quello che rimane del Club Med Moorea, un villaggio chiuso chissà per quali motivi, ma che a suo tempo doveva essere veramente bello.
Unico scempio la costruzione in cemento dove c’era la discoteca proprio sul mare.
Gli ampi bungalow con le grandi vetrate sul mare sono in netto stato di abbandono e qualche abitante del posto ci sta inserendo dentro le proprie suppellettili, forse si sta preparando la casa vacanze.
Procedendo altri 5 minuti, si incontra una spiaggetta solitaria proprio di fronte a un motu ( i motu sono gli isolotti che formano l’atollo, separati tra loro da canali chiamati hoa).
Questa che era la spiaggetta del Club Med Moorea ci regala dei momenti magici : l’azzurro di questo tratto di mare è quasi accecante e ora che scorro le foto posso dire che neanche a Bora Bora abbiamo trovato dei colori simili.
Consiglio vivamente :
l’escursione in jeep 4x4 alla scoperta dell’isola : un simpatico signore francese ci accompagna per scoscesi sentieri, talmente scoscesi che la jeep fa fatica a salire !
Il panorama che si gode è stupendo quando si arriva al belvedere da cui si vedono le due baie Oponohu e Cook.
Impressionante il verde che si ammira dove c’era una volta il cratere del vulcano, vi ricordo che Moorea è un’isola vulcanica.
Piantagioni di ananas e di vaniglia la fanno da padrone.
L’escursione prevede inoltre una sosta in una fabbrica di succhi a fondovalle dove assaggerete succhi sia alcolici che analcolici a dir poco squisiti.
Credo di non aver mai bevuto succhi così gustosi in vita mia.
Qui a Moorea i tramonti sono stupendi, il cielo ad un certo punto diventa quasi viola.
Trascorriamo così gli altri giorni…

Huahine 29/07-02/08
Hotel Realais Mahana – Deluxe Beach Bungalow
Huahine, la più selvaggia delle isole della Società è forse quella che tirando le somme ci piace di più, il vero paradiso tropicale.
Alloggiamo al Relais Mahana  in una deluxe Beach Bungalow.
Questo resort è appena stato rinnovato, il nostro bungalow è nuovo, si affaccia sulla laguna, al suo interno offre dotazioni di lusso, faretti che illuminano a spot, TV LCD, un bagno con doccia all’aperto.
Anche qui l’accoglienza non è delle migliori e cominciano a pensare che non sia un caso, ma che la scortesia regni sovrana in Polinesia.
Il resort è situato a Huaine Iti, separata da un ponte da Huahine Nui.
Essendo l’aeroporto situato nella parte opposta rispetto al resort, attraversiamo tutta l’isola per raggiungere il Mahana e possiamo così renderci conto che la scelta è azzeccata.
A dire il vero avevamo inizialmente chiesto il Mauarii, ma non essendoci più posto l’agenzia ci ha prenotato il Relais Mahana.
Per fortuna, visto che il Muarii oltre a essere fatiscente aveva i topi morti sulla spiaggia. Mi dispiace quindi contrariare chi ne parla bene nei vari commenti che ho letto in internet.
Tornando al Mahana, qui trascorriamo i 5 giorni più belli di tutta la luna di miele.
La laguna fronte spiaggia è stupenda, la spiaggia altrettanto.
Le giornate passano tra bagni in spiaggette solitarie ove la foresta arriva fino al mare, lasciando qualche fazzoletto di sabbia bianchissima e finissima ove stendere i teli mare.
Il rumore di sottofondo è quello degli uccelli della foresta, rumori che finora avevo sentito solo nei film tipo The Beach con Di Caprio e che non sentirò neanche nelle Tuamotu.
Il tempo trascorre tra un bagno e l’altro, facendo le traversate della laguna in kayak.
Facciamo conoscenza con una coppia di Roma anche loro in viaggio di nozze. Ci troviamo subito bene con loro, in quanto a modo di pensare siamo molto simili.
Ci raccontano delle loro disavventure occorse nel tour degli USA, che sfortuna…
Unica nota dolente del Relais Mahana è il ristorante al suo interno che apre solo la sera, per non parlare del suo titolare. Posto carissimo, cucina particolare alla francese, porzioni misere con cameriere sgarbate.
Il padrone ovviamente francese del ristorante oltre a farci pagare 50 Euro per aver mangiato praticamente niente, per non farci lo sconto di 5 CFP pari a 0,04 Euro, ha preferito cambiarci 10.000 CFP!! Incredibile no ?
Le serate seguenti optiamo per la vicina Chez Tara, tipica trattoria polinesiana  posta su un tratto di spiaggia,dove una gentile signora vi preparerà dei bei piatti di pesce o bistecche di manzo con le patatine fritte. Anche qui si spende molto, ma se non altro le porzioni sono abbondanti e la padrona è gentilissima tanto che l’ultima sera ci regala una bellissima collana di conchiglie. Anche l’atmosfera è particolare, romantica e suggestiva allo stesso tempo.
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ciccia80

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Re: Honeymoon tra New York e Polinesia parte 1
« Risposta #1 il: 04 Novembre 2007, 20:01:57 »

Ciao, volevo solo darti la mia opinione sull'hotel Hibiscus di Moorea. Mi dispiace che non vi siate trovati bene. Mio marito ed io siamo tornati da neanche una settimana e sinceramente lo consiglieremo a chi vuol "risparmiare" un po'. Bisognerebbe ricordare che è una struttura 2 stelle, quindi non offre molto. Contrariamente a quanto avete scritto, il personale con noi è stato simpatico e cordiale, anche l'italiano, Emmanuel, credo che non vi siate resi conto che quello è il suo modo di scherzare. Ci ha dato delle buone dritte e abbiamo avuto delle belle conversazioni insieme...

Voi avete avuto i polli vicino al vostro bungalow, noi avevamo i polli sotto e uccelli in amore sulle palme sopra il nostro tetto, pero dopo la prima notte ci siamo subito abituati e non li sentivamo piu...

Ripeto, noi ci sentiamo di consigliarlo a chi non pretende di soggiornare in una struttura di lusso e vuole raggiungere facilmente spiagge stupende e fondali meravigliosi. C'è da dire che il giardino è tenuto molto bene. Siete andati a vedere gli altri hotel di lusso? C'è perfino l'asfalto per andare dal bungalow alla reception e un aiuola non si puo definire un giardino. Per di più vicino all'Hibiscus ci sono vari ristoranti, snack, supermercato e altri vari negozi.
Nel bungalow c'è la possibilità di cucinare...

Un altro appunto, puo capitare mentre si cammina per strada in polinesia di incrociare polinesiani gentili che addiritturano ti offrono di assaggiare quello che stanno mangiando...

Comunque ho solo voluto esporre le nostre sensazioni e anche quelle di altre persone che erano con noi (anche italiani). E normale che a non tutti puo andare bene o piacere qualcosa o qualcuno. Ma fino a prova del contrario la maggior parte delle persone che vanno in Polinesia ne rimangono molto soddisfatti.

Un saluto a tutti
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ALE_70.VICENZA

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Re: Honeymoon tra New York e Polinesia parte 1
« Risposta #2 il: 05 Novembre 2007, 21:59:42 »

Mi dispiace, ma non volevo assolutamente dare l'impressione di essermi trovato male a Moorea;
ben venga il curato giardino tropicale, ma capirai che dopo tante ore di viaggio, svegliarti alle due di notte con i galli che cantano fino a mattino inoltrato non è che sia proprio il massimo !

Neanche affermare che il personaggio italiano all'Hibiscus sia simpatico, non me la sento proprio, dal momento che mi sono sentito dire che quasi si vergogna a essere italiano.
Ricordiamoci che noi italiani non riusciremo mai ad ottenere un visto per poter lavorare in Polinesia, a meno che non sia perchè proprietari di attività...

Discorso a parte per i francesi che, accomunati dallo stesso governo, sono praticamente a casa.

Nel mio tragitto ho incontrato posti molto peggiori dell'Hibiscus, vedi Aito Motel Colette a Tikehau, ma lì era un altro discorso.

Resto comunque dell'opinione che molta gente affronta il viaggio polinesiano come grande sogno del viaggio di nozze e, magari non è mai stato neanche in Sardegna.
Ebbene, di ritorno dalla Polinesia non si può che restare innamorati di quella terra, ma avendo avuto la fortuna di visitare altri posti prima, me la sento di affermare che la Polinesia non offre il giusto rapporto qualità prezzo.
I prezzi sono di gran lunga pompati dalle agenzie viaggi che vendono pacchetti di viaggio non sapendo nulla di quelle isole.


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particella di sodio

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Re: Honeymoon tra New York e Polinesia parte 1
« Risposta #3 il: 05 Novembre 2007, 22:27:20 »

Ciao Ale,mi piacerebbe molto sapere come mai non ti sei trovato bene da Henry e Colette perchè a noi quel posto ha dato tanto;sicuramente(come ho già detto) è stata la pensione più  spartana di tutto il viaggio ma la gentilezza e l'ospitalità dei nostri due amici polinesiani non la potremo mai dimenticare.Ci siamo sentiti veramente a casa e poi Colette cucinava da Dio:il suo poisson cru non l'ho mai mangiato in nessun'altro posto(nemmeno all'Intercontinental a Papeete).E poi vuoi mettere il lusso di aver avuto tutte le sere davanti al nostro tavolo Henry in pareo che suonava e cantava e Colette che non appena aveva finito di servirci si univa  a  lui? E il lusso di essere al massimo 10 ospiti in tutta la pensione?E il boungalow dal quale se non stavi attento cadevi in mare tanto era vicino?Ma a quel prezzo cosa si può pretendere? Questa è la Polinesia non il Pearl Beach nel quale sono stata un giorno e non vedevo l'ora di venirmene via perchè da Colette e Henry mi sentivo troppo a casa mia.L'ultimo giorno Colette ci ha strappato il biglietto sulla scaletta dell'aereo e ci ha baciati e abbracciati e  a noi veniva da piangere anche perchè Henry(che ci aveva accompagnati in aeroporto) era ancora lì che ci guardava andar via  :'(
Mi piacerebbe molto sapere la tua opinione.
Ciao Fede
 
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(Tiziano Terzani)