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 il: 08 Settembre 2017, 14:56:00 
Aperto da braccobaldo - Ultimo post da braccobaldo
……mi vergogno quasi ad ammetterlo ma per oltre un mese mi sono dimenticato di te E mi vergogno ancora di più a dirti che è stato per caso che il mio pensiero si è rivolto a te Non ti dirò mai, anche se messo sotto tortura, le ragioni per le quali in questo periodo non ti ho pensato ma credo, comunque, che nemmeno ce ne sia bisogno perché mi conosci ormai talmente bene da poter immaginare quali siano stati i motivi di questa mia assenza. Comunque non ho voglia di ripetermi o di continuare a praticare lo sport che va di più moda in questi anni, il ”piangersi addosso” La breve parentesi italiana mi ha lasciato un retrogusto amaro che ho fatto fatica a togliere ma alla fine ci sono riuscito grazie ad un piatto di mahi mahi, appena scottato sulla brace di noci di cocco e  con sopra  della profumata salsa di vaniglia Nonostante sia mi hanno portato questo piatto con sopra due bei corposi tranci di pesce sui quali si posava una salsa color simil senape, magari dai toni un po’ più scuri Ebbene il profumo di quella marmellata, sebbene avesse un colore non dei più accattivanti, mi ha incantato e credo mi abbia portato in qualche universo parallelo perché mi ricordo che ad un tratto eravamo solo io ed il mio piatto Dopo aver assaggiato quella meraviglia la mia sola preoccupazione era di far durare il più possibile quel frammento di felicità In genere i miei ritmi a tavola sono poco slow ossia diciamo non dedico molto tempo alla fase della masticazione; di fronte però a questo divin piatto mi sono comportato come un ottuagenario senza denti che è costretto a mangiare la sua minestra a piccoli sorsi Sono quegl’ attimi di felicità durante i quali speri che, se la morte debba giungere, lo facesse almeno in questi momenti Penso che sia giunto il momento di volgere di nuovo il mio sguardo all’orizzonte che ho davanti, mi sono soffermato troppo tempo a guardarmi le spalle con il rischio di perdere l’equilibrio e di non riuscire più a riprendere il cammino intrapreso Come già detto in precedenza sono un sostenitore, quasi accanito, del Passato; conoscere la Storia è fondamentale per il nostro futuro, a condizione che venga utilizzata per migliorare la nostra vita. Ma quando questo confronto critico con il nostro passato non aiuta a costruire ma piuttosto a mettere in difficoltà il nostro futuro allora stiamo sbagliando qualcosa Oggi ho l’impressione che dopo il mio viaggio italiano stessi commettendo questo errore…….

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 il: 22 Marzo 2017, 17:44:32 
Aperto da braccobaldo - Ultimo post da braccobaldo
……durante la mia breve visita italiana ho avuto la percezione di un peggioramento della popolazione rispetto a quando l’avevo lasciata Anche se mi rendo conto che il mio è un giudizio che si regge su una conoscenza superficiale e su vecchi pregiudizi, dei quali non mi sono mai liberato, rimane il fatto che ho trovato una comunità ancora più divisa Non solo nel confronto verbale ma anche durante quei semplici momenti trascorsi in mezzo alle persone, osservandole solamente, ho visto e sentito un gruppo di individui che si preoccupano solamente del loro futuro Per le strade delle città che ho visitato, ma anche sugli autobus o le metropolitane che ho utilizzato, ero circondato da uomini dai volti tesi, a volte palesemente rancorosi, con il capo chino e lo sguardo rivolto al loro nuovo Smart-Dio Quando parlo di pregiudizi non ho problemi a dire che il più grande di questi potrebbe essere quello che ho nei riguardi della nuova generazione di cellulari Premetto che chi scrive è un nostalgico del Commodore 64 nonché una persona che ancora non comprende come le persone possano passare attraverso un cavo per arrivare alla mia televisione Questo stato delle cose certamente influenzerà la mia analisi del rapporto uomo- Smartphone però non credo che le mie valutazioni siano per questo completamente errate Infatti riconosco l’importanza di questa nuova tecnologia che se ben utilizzata può rendere alcuni momenti della tua vita più semplici Purtroppo, come tante altre scoperte fatte dall’uomo, oltre a sfruttarne il buono non si è mai esitato a prenderne anche la parte negativa Basti pensare alla scoperta dell’atomo cosa ha prodotto Non so quanti possano dubitare sul fatto che la nostra società stia mal utilizzando questo strumento, o se serve ricordarlo questo “moderno” telefono Penso che siano davvero la minoranza quelli che lo utilizzino per telefonare, ormai ci sono le varie chat per “parlare” Ha del grottesco pensare che un mezzo (il telefono) ideato per migliorare la comunicazione tra le persone e quindi, di conseguenza, pensato anche per farle avvicinare, alla fine  con il suo modello di punta ha finito per allontanarle L’aspetto più inquietante è che a questo isolamento fisico ne corrisponde anche uno mentale Non a caso ho parlato di gruppo di individui e non di cittadini E’ vero che la maggioranza degli italiani è delusa ed arrabbiata nei confronti della classe politica della quale si lamenta continuamente La cosa più triste è che queste persone sono convinte che nel momento in cui esprimono i loro giudizi stiano facendo loro stessi politica ma non sanno, o forse non gli hanno insegnato che la politica è un’arte, una passione, un coinvolgimento personale nella cosa pubblica e non, come sta avvenendo adesso, un coinvolgimento dettato dalle proprie esigenze personali
Ribadisco che queste mie valutazioni si basano su un brevissimo  sguardo della realtà italiana; mi sembra quasi inutile dire che dentro questo immagine, se si guarda con maggiore attenzione, è possibile vedere anche delle cose buone E’ più faticoso trovarle ma l’importante è sapere che comunque ci sono…….

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 il: 20 Gennaio 2017, 17:52:42 
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....Siamo arrivati al 2017 Sono trascorsi diversi mesi dalla mia visita in Italia eppure i miei pensieri, spesso, ancora ritornano alla mia terra natia, a quella vita passata che pensavo ormai di aver messo da parte
Invece, come è giusto che sia, il mio ritorno alla vecchia casa non poteva non scatenare una molteplicità di reazioni che però mi sto accorgendo fatico ancora a gestire Avevo previsto che questo viaggio avrebbe potuto scuotere i miei ormai equilibrati stati d’animo, ma immaginavo un effetto simile a quello che si prova rivedendo le foto di ricordi lontani Le cose non stanno andando così Vorrei dire purtroppo non stanno andando così ma non sono convinto che l’utilizzo di questo avverbio sia appropriato La vita in Polinesia è tornata ad essere quella che era prima del  soggiorno in Italia; però, in questi mesi, ho percepito costantemente la sua ombra Ogni volta che sento il suo respiro perdo un po’ della mia serenità in quanto tornano  pensieri e stati d’animo ai quali non ero più abituato Da una parte vorrei tornare a quella serenità che prima mi apparteneva però nel profondo sento che non sia giusto, soprattutto per la mia crescita,  tagliare del tutto il cordone ombelicale che mi tiene legato al Passato E’ vero che quando sono arrivato in Polinesia, ormai sono trascorsi quasi quattro anni, sentivo un assoluto bisogno di disintossicarmi da quella realtà che avevo deciso di lasciare Per questo decisi di staccare la spina e di chiudermi in questa nuova vita Ora però, forse perché mi sento più forte e sicuro rispetto a prima, penso sia giusto riattaccare i contatti con quel Passato, che volente o nolente, non si è mai fermato ma è stato sempre dietro di me Ero io ad averlo ignorato Nei momenti di difficoltà viene quasi spontaneo guardare sempre avanti, fisso in un punto, senza mai voltarsi indietro temendo di perdere la strada che conduce alle nostre deboli certezze Ma questo comportamento di difesa lo si può giustificare per  poco tempo perché prima o poi bisogna confrontarsi con il Passato; almeno per coltivare la speranza di un Presente migliore La difficoltà di questo passaggio sta in quella nostra, insita, paura di affrontare il cambiamento; in quanto questo è sempre accompagnato da sorella incertezza In una società che ti fa crescere soddisfando tutti i tuoi bisogni, bisogni che però lei ha creato ed imposto che dovranno accompagnarti per tutta la vita, nel momento in cui hai un’esigenza che non rientra in quelle “omologate”, questa tua scelta troverà degli ostacoli; primo fra tutto quello dell’incertezza Non mi sto riferendo a decisioni che potranno condizionare il nostro futuro ma piuttosto a quelle scelte che dobbiamo prendere quotidianamente Mi ricordo di gente in grandi difficoltà nello scegliere un paio di scarpe, un telefonino, come trascorrere la serata; dalle loro reazioni sembrava quasi fossero di fronte ad un bivio che a volte incontriamo nella strada della nostra vita, come se da quella scelta la loro vita sarebbe comunque cambiata Sarò stato sfortunato ma ne ho conosciute molte di queste persone Di loro penso che non solo non sono in grado decidere il loro “vero” futuro ma neanche hanno i mezzi necessari per porsi questo tipo di domande……..

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 il: 08 Novembre 2016, 17:58:52 
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…..il Tempo, il Mio Tempo Durante il mio soggiorno in Italia questo pensiero è stato quotidianamente presente nella mia testa; oserei dire che è stato quasi un assillo Questo perché ogni giorno non mancavano spunti che mi facessero notare la diversa percezione che ora ho del tempo rispetto al passato Questo mio breve rientro in Italia prevedeva un programma molto intenso di visite ed iniziative varie Già prima di partire sapevo che non sarei riuscito a realizzare neanche la metà di questo programma eppure non c’è stato mai un momento della giornata in cui sentissi il bisogno di corrergli dietro, mai sentito l’ansia di realizzarlo; cosa che invece in passato mi accadeva spesso E’ ancora vivo il ricordo di quei giorni, di tutti i santi giorni nei quali non c’era mai un attimo durante il quale, mentre facevo una qualsiasi cosa, non sentissi la presenza dell'impegno successivo Nel momento in cui quest’ultimo veniva affrontato, lo spazio da lui lasciato libero veniva “automaticamente” coperto dal prossimo impegno e così si proseguiva per tutta la giornata Mi è sempre piaciuto pensare ad una vita vissuta intensamente dove le giornate risultano essere troppo corte rispetto ai tuoi programmi, ma questa mia immagine è sempre stata accompagnata da un senso di piacere, di benessere, di soddisfazione Ebbene nelle giornate del mio Passato non ricordo nessuna di queste sensazioni ma piuttosto un continuo e costante stato d’ansia Non poteva essere altrimenti visti gli impegni che riempivano le mie ore Quando mi fermavo per vedere cosa avevo raccolto, ogni volta che aprivo le mani le trovavo sempre vuote, dentro non c’era nulla E allora all’ ansia si accompagnava quella frustante sensazione di scoramento dovuta al fatto che ti accorgi che stai correndo in una direzione opposta; anche se non sai quali sia precisamente la strada che devi intraprendere sai invece per certo che quella che stai percorrendo non ti porterà da nessuna parte se non sempre più lontano dai tuoi sogni e dai tuoi progetti…….

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 il: 14 Settembre 2016, 16:49:38 
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…..vivere in Polinesia, io sto vivendo in Polinesia, io vivo in una delle mete più desiderate La maggior parte delle persone che sogna questo viaggio è ispirata dalle immagini da cartolina che ritraggono questo luogo e quindi dalla curiosità di vedere questi posti ma non di viverli; diciamo che questa maggioranza ha una concezione “turistica” del viaggio. Sono pochi coloro che dietro questo desiderio polinesiano nascondono una volontà, forse inconscia, di gettare le basi per futuro trasferimento. Come ho detto in precedenza il mio primo viaggio (di nozze) in Polinesia è venuto del tutto inaspettato, però una volta presa la decisione e cominciato ad organizzare il viaggio il mio fine principale è stato sempre quello di riuscire in pochi giorni ad avvicinarmi il più possibile a questa cultura che in tutti i sensi era agli antipodi rispetto alla mia. Sono bastati pochi giorni per creare quel legame che, a distanza di qualche hanno, mi ha dato la forza di “cambiare vita” Non nascondo che prima di tornare a vivere in Polinesia il mio più grande dubbio fosse quello di “annoiarmi” in quel piccolissimo frammento di terra nascosto nell’Oceano Pacifico Come nelle relazione tra persone all’inizio la fase dell’innamoramento ci fa vedere solo il bello dell’Altro; finita questa fase cominciano i problemi Ebbene dopo essermi perdutamente innamorato nel primo viaggio avevo paura che, una volta tornato, quelle incredibili sensazioni potessero con il tempo esaurirsi Anche se sappiamo che il tempo inevitabilmente sminuisce le nostre passioni questo però  non significa che le faccia sparire oppure che ne possano nascere delle altre La mia vita in Polinesia è la conferma di quest’ultimo pensiero E’ vero che il colore turchese del mare non mi strabilia come quando l’ho visto la prima volta, ma vi garantisco che mi emoziona sempre come i grandi e vivaci Hibiscus, che ogni volta che li incontro hanno sempre da raccontarmi delle nuove storie Lo so che nel giardino di coralli ci sono un’infinità di pesci ad aspettarmi per mordicchiarmi tutto il corpo; l’effetto sorpresa è finito eppure il solo pensiero continua ogni volta ad emozionarmi E comunque a parte tutte le passioni ed emozioni che questa Terra è in grado di darmi rimane il fatto che il più grande dono che ho ricevuto è stato di avere, o forse è più giusto dire ri-avere, il mio Tempo…..

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 il: 22 Giugno 2016, 15:18:14 
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…. la prima settimana l’abbiamo divisa tra Roma e la visita ai parenti più stretti La seconda settimana ho organizzato una piccola Tirreno-Adriatica Siamo partiti dalla Toscana, più precisamente da Scansano e, tagliando per l’Appennino Tosco-Umbro-Marchigiano, siamo arrivati ad Ascoli. Abbiamo fatto tappa in tutte località che già conoscevo. Scansano, la patria del vino Morellino, è un paese dove torno sempre con piacere avendoci trascorso in passato molte giornate Per chi come me amava e ama la vita “Slow” questo piccolo borgo ha sempre rappresentato una piacevole tappa Mi ricordo giornate "vissute" con gli amici tra dell’ottimo cibo e del delizioso vino e il tutto accompagnato da indimenticabili letture Dopo Scansano abbiamo fatto tappa a Saturnia  Due giorni passati tra le terme e altri suggestivi borghi come Pitigliano e Sovana Dopo aver attraversato le montagne siamo scesi in Umbria, a Paciano; uno dei cento borghi piu belli d’Italia Dopo aver salutato Castiglion del Lago e Perugia siamo arrivati a Gubbio, città nella quale ho trascorso delle indimenticabili feste di Capodanno Nelle Marche invece abbiamo soggiornato a Camerino ed Ascoli Tutte le tappe di questa traversata sono stati posti e luoghi già conosciuti, dove in passato ho lasciato una parte di me Nonostante ci siano, solamente in Italia, un miriade di località dove ancora non sono stato e che meriterebbero di essere visitate e vissute, spesso ho preferito dedicare quel poco tempo a disposizione per tornare, diciamo, sulle vecchie orme piuttosto che intraprendere nuovi sentieri. Ho sempre riflettuto su questa mia tendenza alla conservazione che non combacia con il mio essere Vivo all’ interno di una contraddizione perché sono una persona che ama la Conoscenza e non ha paura del cambiamento  e che, come Sant'Agostino, vede nel viaggio uno dei mezzi più efficaci per leggere il Libro della Conoscenza Eppure non solo quando programmo un viaggio ma anche quando devo scegliere un libro da leggere  o più semplicemente un ristorante dove mangiare spesso la scelta va diciamo “su un usato sicuro” Ho una libreria stracolma di libri dei quali non ho letto neanche la metà; però di quelli che ho letto vi assicuro che molti sono stati letti due o anche tre volte Anche se queste ri-letture sono state fatte a distanza di anni, producendo così ogni volta significati e sensazioni differenti e quindi giustificando in parte questo mio “vizio”, rimane comunque il fatto che preferisco buttarmi in delle situazioni dove sono sicuro che comunque ne ricaverò qualcosa di positivo piuttosto che rischiare una nuova “impresa” dove potrei uscirne deluso Sono convinto che questo mio atteggiamento sia fortemente influenzato dal poco tempo che ho a disposizione da dedicare a questi “miei spazi” nei quali la prima mia necessità è quella di “stare bene” Non mi soffermo su un chiarimento di quest’ultimo concetto perché do per scontato che i pochi naviganti di questo forum sappiano di cosa sto parlando........

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 il: 27 Aprile 2016, 16:37:40 
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....siamo rientrati da dieci giorni dall’Italia dove ci siamo fermati per tre settimane Ho approfittato delle festività pasquali per portare i miei figli nella terra dove sono cresciuti i loro genitori Erano più di tre anni che non vedevamo l’Italia, ossia da quando ci siamo stabiliti in Polinesia Con i nostri genitori e fratelli ci siamo visti ogni estate qui da noi mentre con gli altri parenti c’erano stati principalmente contatti tramite internet  Mi ha fatto piacere rivedere alcuni di loro come mi ha fatto molto molto piacere rivedere la mia “vecchia” Patria Nonostante gli Italiani la sua bellezza è ancora ben visibile anche se stanno aumentando le cicatrici sul suo corpo Non nascondo che quello che doveva essere, almeno formalmente, un viaggio di piacere e soprattutto di gioia nel riabbracciare la terra che mi ha partorito e mi ha cresciuto si sia trasformato in un continuo alternarsi di sentimenti di felicità ad altri di profondo sconforto Prima di partire sapevo già a cosa andavo incontro e quindi ero convinto di poter gestire questa situazione; la realtà è stata più forte del mio autocontrollo I sentimenti hanno prevalso sulla ragione Oggi non ho voglia di parlare delle sue e nostre sofferenze, preferisco esaltare la sua “storica” bellezza Nonostante sia cresciuto più di trent’anni a Roma non l’avevo mai vista così bella Mi sono ri-innamorato Come immaginavo la distanza ci ha riavvicinato Penso di aver provato gli stessi sentimenti di coloro che per la prima volta vengono nella Città Eterna Viste le forti emozioni che ho vissuto al primo impatto ho deciso che i primi giorni li avrei dedicati proprio a Lei Il mio sguardo ha visto cose che nella vita precedente non avevo colto, tante piccole bellissime sfumature che però fanno la differenza Ho sempre preferito girare per Roma di notte, quando il traffico e la folla sono minori L’unica eccezione l’ho fatta per il Pantheon Come facevo da ragazzo, quando ero studente universitario, arrivavo poco prima delle 8 di mattina davanti l’entrata ed aspettavo l’apertura del tempio in modo da poter essere il primo ed unico visitatore per qualche secondo, a volte capitava anche minuti Quel silenzio assoluto e la mia piccola presenza di fronte al grande vuoto che riempie il Pantheon creavano una sensazione unica Anche la prospettiva era diversa Praticamente è un altro Pantheon rispetto a quello colmo di visitatori Ho trascorso diverse notti per il centro di Roma e mi ha fatto piacere vedere gli occhi incuriositi di mio figlio più grande rispetto a quello spettacolo unico Inutile dire che appena ha visto il Colosseo è andato in estasi, anche perché gli avevo anticipato quello che secoli fa era accaduto al suo interno Il tragitto base è stato lo stesso che ero solito fare in passato ossia partenza dal quartiere ebraico, fermata nella piccola pasticceria viennese, sempre nel quartiere, per prendere un caldo krapfen e poi spostarsi verso Piazza Argentina fino ad arrivare al Pantheon per gustare un buon caffè al Tazza d’Oro Dopo i due momenti gastronomici si improvvisava In genere altre mete fisse erano Campo dei Fiori, Piazza di Spagna, Piazza Navona, i vicoletti intorno al Parlamento…….

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 il: 12 Febbraio 2016, 17:31:27 
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…spesso, per non dire tutti i giorni, ricorre in me lo stesso pensiero Come sarebbe stata oggi la mia vita se io e mia moglie non avessimo avuto il coraggio di lasciare l’Italia Mi chiedo come sarebbe stata la mia sopravvivenza, perché tale era già la mia esistenza quando decisi di lasciare il Vecchio Continente Chissà come avrei trascorso questi anni Sarei stato in grado di trovare quell’ossigeno , già scarso al momento della dipartita, che permetteva alla mia anima ancora di respirare Oppure oggi sarei uno dei milioni di cadaveri che pensano di vivere in questa sempre moderna società A dire il vero questo pensiero era già ricorrente quand’ero in Italia però nel senso opposto In quel tempo non c’era giorno che non si chiudesse con il rimpianto di non essere ancora partito per la Polinesia Oggi vivo questo pensiero con un sentimento opposto, con la gioia e la soddisfazione di aver fatto la cosa giusta, sempre però tenendo vivo il ricordo del recente passato Più mi giro a guardarmi indietro, a studiare la mia e la nostra Storia, e più apprezzo quello che ho davanti. Questo modo di approcciarmi alla vita, questo mio vivere la quotidiana esperienza con lo sguardo  sempre rivolto in tutte le direzioni, passato presente e futuro, non è una conquista recente ma di lunga data tanto da poterla definire il mio marchio di fabbrica Sarà anche dovuto all’influenza dei miei studi storici ma ho sempre pensato che, se nella vita si vive con l’intento di migliorare ogni giorno, questo non sarà mai possibile senza la rivisitazione del nostro passato E’ ancora vivo il ricordo delle giornate, per non dire i mesi e gli anni, trascorsi a correre dietro una società che non è stata più capace di fermarsi un attimo per capire dove lei stessa stesse andando La cosa peggiore è vivere questa vita in affanno con la volontà di fermarti, con il desiderio di riposarti, ma non riuscirci perché hai paura di buttarti da un treno, che comunque sta andando molto veloce, non sapendo come potrà essere la caduta Oggi non posso che dire che mai caduta fu così indolore, per non dire piacevole Ora sono nella condizione di poter vedere e provare a giudicare il treno ed i suoi passeggeri Quello che maggiormente si nota è che all’alta velocità del treno corrisponda una quasi immobilità dei suoi inconsapevoli passeggeri Non hanno compreso che il treno non li sta portando da nessuna parte perché lui stesso non ha una metà  Il suo unico obiettivo è non fermarsi mai Non hanno compreso che questo viaggio li sta uccidendo, che l’unico posto dove li potrà portare è la Fine Quello che mi rincuora è che non sono l’unico spettatore esterno Non siamo tanti però neanche così pochi da non riuscire a pensare di poter costruire un futuro diverso…….

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 il: 30 Dicembre 2015, 12:57:15 
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Tra poco festeggeremo il Natale Una festa che come tutti i bambini ho amato da piccolo ma che con il trascorrere degli anni il tempo ha trasformato questo sentimento di gioia, che l’attesa del giorno di Natale mi portava, in quasi disprezzo  Ovviamente questa repulsione non è per il Natale, per le sue tradizioni e per i suoi significato, ma per quello in cui siamo riusciti a renderlo  Ormai il Natale è diventato l’espressione più alta della società consumistica, il simbolo più esasperante e….grottesco Non mi dilungo su questa questione sia perché cadrei facilmente nella retorica ma soprattutto perché è un problema che qui non abbiamo Il modo di vivere da noi condotto si avvicina in modo naturale all’originale, o meglio, agli originali significati che il Natale in passato assumeva Il Natale, sia nella sua veste religiosa che in quella pagana, qui in Polinesia ha preservato quella sobrietà che non avrebbe mai dovuto perdere Inutile dire che per motivi oggettivi le forme del nostro Natale sono differenti da quelle che abbiamo lasciato in Italia Anche se il bianco della neve potremmo dire sia sostituito dal bianco delle spiagge per quanto riguarda le montagne l’impresa sarebbe molto più ardua Non penso che portare la sabbia sulle piccole cime polinesiane abbia poi lo stesso effetto delle nostra montagne innevate Ma a parte questi aspetti estetici per il resto questa Festa, nei riti, tradizioni e significati vari, è identica a quello che ho vissuto in Italia Oltre all’ovvio Babbo Natale, abbiamo anche qui l’albero con il presepe ed abbiamo anche i mercatini natalizi a Tahiti Mio figlio più grande aspetta la notte del 25 dicembre con lo stesso pathos che ricordo avevo io da piccolo Come ho già detto in precedenze la grande differenza sta nella sobrietà che abbiamo qui Pochi regali e soprattutto non ci sono pranzi o cene stile “grande abbuffata” Non avendo parenti qui in Polinesia siamo stati sempre ospiti di famiglie con le quali abbiamo instaurato rapporti di amicizia Per chi è abituato a festeggiare il Natale chiuso in casa dal 24 sera fino al pranzo di Santo Stefano lascio immaginare la scena surreale di chi come noi trascorre il pranzo di Natale su una splendida tavolata di legno, coperta da ombrelloni di foglie di palma, adagiata sul bagno-asciuga…….

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 il: 13 Novembre 2015, 18:09:00 
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…..mi ricordo come fosse ieri il giorno che io e tua madre abbiamo deciso di compiere il “grande passo” Era Agosto, eravamo in ferie al mare in Calabria Erano da poco trascorse le 8 di sera e noi ancora eravamo sulla spiaggia ad aspettare che le ombre del crepuscolo si appoggiassero sulla serenità del mare Mare che ci aveva da poco accolti nelle sue calde e tranquille braccia Per noi ogni sera era un rituale aspettare il giungere della sera proprio per godere di quelle “solite” ma “gradite” emozioni che quello scenario riusciva a regalarci Mi ricordo che però quel giorno la Natura ci ha mostrato dei colori diversi che a me e tua madre hanno riportato immediatamente in quell’altra Terra chiamata Polinesia Per noi è stato come un tuffo nel passato, abbiamo in quegli attimi rivissuto una bellissima sensazione già provata Oggi lo interpreto come un richiamo, un Suo invito a raggiungerla Ci siamo visti negli occhi con tuo madre ed abbiamo stabilito che avremmo festeggiato il tuo primo compleanno in Polinesia Entrambi abbiamo pensato la stessa cosa ossia perché aspettare Agosto per provare quello stato di benessere quando c’è un luogo dove, in un certo senso, potremmo dire che è Agosto tutto l’anno? Ovviamente non cercavamo quel particolare stato d’animo ma sapevamo che quello sarebbe stato il pretesto per decidere di partire Anche se con incredibili sforzi e prevedibili ostacoli “familiari” siamo riusciti in quest’impresa La serenità che ho conosciuto e raggiunto in questi tre anni non la posso descrivere perché alla base ci sono due linguaggi differenti Io stesso quando ero ancora in Italia ho sempre ricercato questo stato emotivo ma mai avrei immaginato che si sarebbe potuto vivere in questo modo Sono riuscito ad arrivare a questo solamente dopo aver imparato i loro significati della Vita. Ad esempio mi chiedo sempre quali sarebbero state le mie sensazioni quando avrei accompagnato mio figlio alla scuola materna se ancora vivessi in Italia Me lo chiedo perché qui in Polinesia questo rito che, cinque giorni alla settimana, io e mio figlio condividiamo da ormai un anno mi permette di iniziare ogni giornata in armonia con me stesso Mentre io lo vesto mia moglie gli prepara la merenda, poi saliamo sulla nostra barchetta e ci dirigiamo verso  un’altra isola Impieghiamo dieci minuti ad attraversare  quel piccolo tratto di mare ed in questo tempo mi racconta i sogni della notte oppure altri suoi incredibili pensieri Alcuni giorni parliamo poco perché preferiamo ascoltare della musica e scambiarci qualche sorriso Giunti al porto abbiamo due alternative: quella che lui prende il pulmino oppure  quella di  andare a piedi alla struttura; quest’ultima soluzione la adottiamo durante le belle giornate, ossia quasi sempre Ci vuole un quarto d’ora di cammino per  arrivare, tempo durante il quale ci teniamo per mano eccetto il piccolo passaggio sul grande prato che circonda la scuola dove io devo porta rlo a “ciccicollo”; sulle spalle Arrivati al portone d’entrata mi da un bacetto, un abbraccio e ci salutiamo Ritorno alla barca carico per affrontare una nuova giornata  Ci tengo a sottolineare come comunque questa serenità sia sempre “limitata” dal quotidiano assistere dell’autodistruzione del nostro pianeta Vivere in Polinesia non vuol dire distogliere lo sguardo dal resto del mondo ma piuttosto ti permette di vedere il mondo dal di fuori, di avere una visione più distaccata e nel contempo lucida di quella che io insisto a definire “grottesca” realtà Questo distacco però non impedisce alle nostre anime di soffrire; permette però di riprendersi prima dai giornalieri stati di sconforto....

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