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Topics - braccobaldo

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Patchwork / Diario di un povero.....sognatore!!!!
« il: 20 Marzo 2014, 17:41:18 »
Dal titolo che ho voluto dare all'oggetto del topic qualcuno penserà che ho sbagliato forum ma purtroppo non è così.....
Ho una miriade di idee che mi riempiono la testa che non so dove cominciare, soprattutto perchè non vorrei essere troppo prolisso sia per non annoiare.....forse nessuno??? perchè dall'agenda storica di questo forum sembrerebbe essere stato abbandonato......allora non mi dilungherò perchè non ho tempo, perchè sono al lavoro, devo pensare ai miei doveri, a sbarcare il lunario, a "sfamare" mio figlio, etc.etc
Tutti nobili motivi per il quale vivere, anzi per il quale "sopravvivere" perchè finalizzare i propri giorni alla ricerca di questi "nobili" motivi non mi sento di chiamarla vita.
E' vero, sono io il primo che sto "sopravvivendo però non c'è giorno che non pensi che quello che sto facendo è completamente sbagliato, non solo per me ma soprattutto per mio figlio.
Sono passati cinque anni dal mio viaggio i Polinesia e tutti i miei sogni, e forse tutti i vostri sogni che in passato ci raccontavamo, sono svaniti, disintegrati.
Ecco il motivo perchè intervengo sul forum, perchè la Polinesia per me rappresenta la "VITA", il sogno che devo realizzare
Inutile nascondere che questo mio scrivere è anche un triste tentativo di sentirmi vivo visto che sono sempre troppo pochi gli attimi nei quali mi sento tale.
Ho una casa, una macchina, un cellulare, una famiglia, amici......in questà nostra società qualcuno direbbe che ho tutto ma se per avere questo tutto devo rinunciare a me stesso tutto ciò non ha senso....che senso ha non avere il tempo di leggere un libro, ascoltare della musica, cucinare....scrivere su questo forum, tutte cose come dire "naturali", "semplici" che però sono diventate "eccezionali" quasi un privilegio.
Quando penso alla Polinesia, soprattutto ai polinesiani ed al loro modo di rapportarsi alla vita che a noi potrebbe sembrare di tempi ormai passati, ho una grande nostalgia come quella di un esule che ha dovuto lasciare il suo Paese.....
Ogni giorno mi ripeto che forse è il caso di diventare un esule italiano e trovare una realtà per me più vivibile......

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Patchwork / Riflessioni........
« il: 11 Maggio 2011, 14:13:49 »
Questa crisi di contatti che il forum ormai da diversi mesi sta vivendo mi preoccupa non poco.
Ho il timore che questa nostra latitanza non dipenda da fattori casuali ma sia invece il frutto dell’influenza negativa che l’ambiente circostante ci sta trasmettendo. Inutile nascondere che siamo in un periodo di grande crisi dove molte più famiglie rispetto al passato non sanno come andare avanti e soprattutto non sanno a chi chiedere aiuto visto la totale assenza ed indifferenza di questo Stato verso le ormai continue loro richieste di aiuto. Grande errore sarebbe restringere la crisi solo a questa, comunque, minoranza di persone perché alla fine direttamente o indirettamente siamo tutti coinvolti in questa difficile situazione.
Premettendo e sottolineando che certamente ritengo non debba essere questo il luogo dove discutere di politica o comunque dei nostri problemi personali ho voluto fare questa piccola premessa perché credo che il contesto nel quale stiamo vivendo stia danneggiando una delle fondamentali (per me vitale) capacità dell’uomo: l’immaginazione.
Quando parlo di immaginazione la prima cosa che mi viene in mente è la possibilità di sognare; di creare situazioni, in quel momento non realizzabili, ma in grado lo stesso di farci provare per pochi attimi quelle sensazioni di benessere fondamentali nel proseguo della nostra imprevedibile vita.
Nel momento in cui mi accorgessi che per qualsiasi motivo (tempo, stato d’animo, etc.) non riuscissi più a sognare sarei seriamente allarmato. Le ragioni di questa preoccupazione sono svariate e complesse ma le racchiudo nell’idea che i sogni siano il vero ossigeno del nostro cervello e quindi è facile capire che senza ossigeno non si può più andare avanti a meno che non si usi un respiratore artificiale, in particolare quelli che la nostra “bella” società ci sta ogni giorno tentando di vendere…….
Inutile nascondere che per me questo forum è un mezzo attraverso il quale attivare la macchina dei sogni utilizzando soprattutto il ricordo di momenti indimenticabili della mia vita. Come già detto ironicamente molte altre volte questo ricordare il passato polinesiano ha anche un aspetto doloroso se non proprio sadomasochistico, però diciamo che il dolore non è mai maggiore del piacere provato.
Nel momento in cui riconosco che il sognare sia comunque una fuga dalla realtà, dettata dalla necessità di spostare per qualche minuto il proprio sguardo verso cose più piacevoli, penso che in momenti critici come questo la reazione dovrebbe essere diversa, se non contraria, da quella che percepisco intorno a me ossia una dedizione maggiore al mondo della fantasia e delle speranze.
Questo è il modo in cui io sento di dover vivere il mio disagio ma è ovvio che le differenze che ci contraddistinguono, soprattutto nel modo di interpretare la propria esistenza, fanno sì che ci siano persone non d’accordo con questa mia idea ed è scontato il mio rispetto per quest’altre posizioni.
Spero di non aver infastidito o annoiato nessuno con queste mie brevi considerazioni su problematiche molto delicate che sicuramente vanno affrontate in altre sedi e con altri tempi e spazi. Perciò è ovvio che queste considerazioni non vogliono certamente insegnare niente ad alcuno ma erano solo un modo per stimolare pensieri con la speranza di riattivare un po’ la vita di questo forum.
…..ora però non posso darvi più retta perché l’aereo è appena atterrato a Rangiroa; in pochi secondi mi rendo conto che sono in un altro mondo. L’edificio aeroportuale, se così si può chiamare, è una specie di una moderna capanna ben curata circondato da bellissimi fiori e piante colorate; comincio a sentire i primi sconosciuti profumi……..ci aspetta un uomo che ci accompagna alla sua barca con la quale dovremmo arrivare in un piccolo motu nell’isola di Taha’a. Viaggiamo insieme ad un coppia di Bergamo, molto simpatica. La barca dopo aver lasciato il piccolo attracco dell’aeroporto si dirige ad alta velocità verso l’isola di Taha’a; in prossimità di quest’ultima vira a destra verso una serie di piccolissime isole, o motu, collocate una in fila all’altra…….ad un certo punto l’incredibile, il mare diviene di un colore mai visto finora, se esistesse direi color mare trasparente……ogni tanto si intravede qualche manta venuta a darci il suo benvenuto….. Questa è l’immagine che più mi è rimasta impressa del mio viaggio, le emozioni di quel ricordo sono ancora molto vive. Arrivo a La pirogue e……..scusate sta suonando la sirena  che segnala la fine dell’ora d’aria, devo rientrare in cella. Alla prossima volta……

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Patchwork / Ciclone in Polinesia
« il: 04 Febbraio 2010, 16:47:21 »
Per chi ancora non lo sapesse si è abbattuto un ciclone sulla Polinesia, in particolare sulle isole della Società. In questo momento dovrebbe essere sopra Tahiti dopo che ieri ha danneggiato l'isola di Bora Bora. Per fortuna sembra che non ci siano vittime ma solo qualche ferito......per quanto riguarda i danni alle cose sembrano essere stati notevoli.
Che dire....speriamo bene
 

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Patchwork / La mia buona azione quotidiana
« il: 02 Dicembre 2009, 11:02:03 »
Chiedo un preventivo per un'improbabile (probabilmente impossibile) viaggio per la Polinesia la prossima estate. Mando una mail ad un agente X, che un importante link specializzato sulla conoscenza della Polinesia, presenta come uno dei tanti riferimenti al quale rivolgersi per organizzare un viaggio in Polinesia. Preferisco non fare nomi o dare riferimenti perchè con il "caos assoluto" che regola la Giustizia italiana non vorrei, paradossalmente, trovarmi condannato all'ergastolo per aver "criticato" un agenzia di viaggi. Per correttezza verso alcuni punti di riferimento presenti stabilmente sul forum posso dire che sono arrivato a questo link per altre vie; in poche parole di questi sul forum non ne ho mai sentito parlare.
Comunque, finita la parte diplomatica, vi riporto cosa mi ha risposto quest'agente X dopo che gli ho mandato una mia idea del viaggio, strutture comprese; tra queste strutture la maggior parte erano pensioni.

La sua risposta al mio "sogno" è stata:

"Mi dispiace ma essendo stato in Polinesia e avendo visto le Pensioni, le sconsiglio totalmente, se vuole avere un preventivo su strutture alberghiere che ci danno garanzie di affidabilità e pulizia le posso far avere quello che vuole, al contrario la ringrazio per la gentile preferenza".

Quindi, dopo aver passato la notte in bianco a causa di continui incubi: ho sognato il cane Flame, del Papahani, che si lavava in una vasca piena di schiuma e mi diceva, "non è vero che sono sporco";........ho sognato lo squaletto, che passeggiava davanti al Veke Veke, che, mentre con la scopa tra le pinne puliva il mio bungalow, mi diceva "hai visto com'è lucido?"......Terribile!!!!!
Questa mattina ho deciso di risponedere all'agente X in questo modo:

"Buongiorno,
grazie per la disponibilità ma non credo possa aiutarmi in quanto non condivido assolutamente il suo giudizio sulle pensioni polinesiane. Non so quale di queste lei abbia visto ma quelle che mi sono state consigliate nel precedente viaggio, per affidabilità e pulizia, non mi hanno creato nessun problema. E' ovvio che queste strutture sono, rispetto ad hotel e resort, più spartane (anche se la sfido a trovarmi un posto più bello del balconcino che aveva il mio beach bungalow alla pensione Veke Veke di Fakarava) ma ritengo che siano quelle che più si adattano alla realtà circostante. Per renderle l'idea, per me pensare di andare in Polinesia in un resort è, più o meno, come andare a New York, e decidere di dormire in un campeggio.
Mi permetto di dirle che è un peccato che lei sconsigli ai suoi clienti le pensioni perchè sono convinto che queste siano il mezzo migliore per conoscere gli abitanti della Polinesia, "la cui ospitalità e gioia di vivere, come lei ha scritto sul suo link, sono sorprendenti".
I giorni nei quali mi sono sentito più vicino ai polinesiani sono stati proprio quelli trascorsi a Maupiti, pensione Papahani, e a Fakarava, pensione Veke Veke.
Comunque, nella speranza che possa rivedere il suo giudizio sulle pensioni, la ringrazio nuovamente per la disponibilità concessami".

PS:speriamo che il Presidente della Polinesia o al massimo il console Polinesiano in Italia leggano questo post e mi dichiarino cittadino onorario polinesiano.

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Patchwork / Chiudiamo questo....."maledetto"...... forum
« il: 28 Agosto 2009, 14:16:36 »
Cari amici,
lo scrivo per il vostro e, soprattutto, per il mio bene.....chiudiamo questo maledetto forum che ci ha rovinato la vita. Ma non riuscite proprio a rendervi conto come, per colpa sua, siamo ridotti? Più leggo i post e più mi sembra di far parte di un gruppo di tossicodipendenti........sì, ecco come ci ha ridotti il forum, ad essere dei DROGATI; viviamo nelle stesse condizioni dei "tradizionali" drogati solamente che, a differenza di questi che con pochi euri possono reperire una dose, la nostra droga ha dei costi altissimi e poi si può consumare solamente dall'altra parte dell'emisfero.
MALEDETTO FORUM, prima ci presenti la tua droga dicendoci che è innocua e che non fa assolutamente alcun male alla salute; poi, dopo che l'abbiamo provata, ci racconti che non siamo più in condizione di averla, e così ci abbandoni a noi stessi.......
Vi dico che, io personalmente, sono andato persino alla Polizia a denunciarlo per spaccio di stupefacenti......al commissariato mi hanno risposto che se mi rivedevano dalle loro parti mi avrebbero denunciato a me per abuso di droghe......questa loro risposta mi lascia pensare che il forum ha anche le spalle coperte dalle nostre forze armate.......praticamente, dal punto di vista giudiziario, è inattacabile.
L'unica cosa che possiamo fare è isolarlo, lasciarlo solo, costringendolo così a chiudere......quest'azione va fatta il più velocemente possibile perchè vi garantisco che la situazione è critica.
La fase delle lacrime davanti al pc nella lettura dei post altrui....del cuore trafitto da immagini di un passato che non tornerà più.......delle morbose speranze di un 6 al superenalotto.....ebbene questa fase ormai appartiene al passato.
Ora siamo alla fase successiva, ossia quella dei gesti sconsiderati.
Ve ne cito uno per tutti, il più eclatante.....vi do per certo che un affezionato al forum, il cui nome per la privacy non mi è consentito rivelare, è in questo momento nel carcere di Rebibbia per tentato omicidio....dopo aver saputo di essere l'unico erede di una sua ricca ma, purtoppo per lui, giovane zia e non avendo la pazienza di aspettare che la Natura facesse il suo corso, ha pensato di dare una mano alla Natura assoldando un killer professionista, solamente che per risparmiare qualche centinaio di euri ne ha scelto uno "economico, ma depresso" (così diceva l'annuncio). Ebbene, il giorno x, questo killer di fronte alla sua giovane e bellissima vittima preso dal rimorso per la sua terribile vita si punta l'arma sulla tempia e preme il grilletto, non prima però di aver detto alla fortunata il nome del mandante. Il resto della storia è facilmente immaginabile.
Vi rendete conto a che punto siamo.....l'omicidio?....è pazzesco.
Io, grazie a Dio, non sono ancora a quel punto però credo che quando ci arrivi nessuno prima ti avverta......un attimo e il gesto folle è compiuto.
Io per ora sono ancora molto razionale.....pensate che, per arrivare alla droga, avevo escogitato un piano che mi sembrava perfetto.....con i pochi risparmi che ho da parte sarei partito per la Polinesia insieme a mia moglie.....qui avrei cercato qualche ricco industriale polinesiano, avrei controllato che fosse sposato e lo avrei fatto corteggiare da mia moglie......una volta che il pesce avesse abboccato, dopo aver raccogliere inequivocabili prove del tradimento da parte del "pollo", logicamente lo avrei ricattato.....Ebbene, rivelo questo piano a mia moglie e lei, non so perchè ma con la faccia molto contrariata, mi dice che in Polinesia non ci sono industrie........Allora dico, "Maledetti francesi", se lasciavate la Polinesia agli inglesi adesso sarebbe stata stracolma di industrie e così il mio piano sarebbe stato realizzabile.
Spero che appoggerete il mio appello.
Vi saluto DROGATI


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Mi permetto di dare a tutti coloro che stanno organizzando il proprio viaggio (sia che lo stiano facendo da soli o avvalendosi di un'agenzia) per la Polinesia e che, soprattutto, non vorrebbero  spendere quelle cifre preventivate da molte agenzie di viaggio  questi tre consigli:
- Acquisto di una buona guida turistica (io mi sono trovato molto bene con la GeoGuide del Tci)
- Consultazione dei siti internet Kiaoraviaggi.it e Manureva.it perchè in questi potrete trovare non solo alcune foto e descrizioni delle strutture da loro proposte ma anche i prezzi dei vari alloggi
- Infine, una volta identificate le strutture nelle quali si pensa di voler andare, consiglio di utilizzare tutte le informazioni che questo forum può mettere a disposizione


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Racconti di viaggio / Perchè l'Italia non è la Polinesia
« il: 08 Agosto 2008, 11:34:57 »
Sono precisamente trascorsi 8 giorni, 18 ore e qualche minuto da quando l'aereo Alitalia partito da Parigi è atterrato a Roma ed ha sancito la fine del mio viaggio di nozze. Dalla precisione con la quale ricordo quel triste atterraggio è facile comprendere che il breve soggiorno polinesiano è stato da me e mia moglie molto apprezzato.
Prima di partire ho quotidianamente consultato questo forum; inizialmente mi sono concentrato sui "racconti di viaggio" per poi successivamente cercare dei buoni consigli (come di fatto ho trovato) sui "patchworks".
Sempre prima di partire mi ero ripromesso che una volta rientrato in Italia avrei raccontato il mio viaggio ma una volta messo piede nel suolo patrio questa voglia mi è passata. La colpa di ciò è certamente della Polinesia ma non perchè mi ha deluso ma, al contrario, perchè ha degli aspetti talmente particolari che raccontarli sono sicuro ne ridurrebbero tutto il valore; se fossi un vero viaggiatore e quindi conoscitore del mondo direi che proprio per alcuni di questi aspetti la Polinesia è unica. Purtroppo viaggiatore ancora non lo sono; per ora le mie attenzioni si sono concentrate sulle bellezze della nostra penisola che sono talmente tante che non ti permettono di uscire fuori dai suoi confini.
Se alla fine mi ritrovo a scrivere su questo forum è perchè ho appena letto le considerazioni di Italia su "racconti di viaggio" con le quali assolutamente non sono d'accordo e che mi hanno dato quella voglia di scrivere e così di spiegare, soprattutto a chi ancora non è andato in Polinesia, perchè vale la pena fare questo lungo viaggio.   
 
Questo in Polinesia per me è stato il primo viaggio in un posto cosiddetto esotico. La scelta è ricaduta su di "lei" non solo per la risaputa bellezza della sua terra quanto anche l'aver letto proprio su questo forum un giudizio positivo da parte di più persone sui suoi abitanti.
Anche se non conosco il francese e avendo così avuto problemi nel dialogare con la gente del posto, confermo i giudizi positivi che sono stati dati in precedenza ed aggiungo che (forse) la vera bellezza della Polinesia sono proprio i suoi abitanti, sono loro che la rendono unica.
Il "forse" è inevitabile perchè il mio soggiorno è stato di soli 12 giorni, tempo troppo breve per poter conoscere e vivere un nuovo posto; perchè non sapendo parlare francese non ho potuto approfondire questa conoscenza; perchè non avendo visitato di persona altri luoghi simili alla Polinesia non mi è possibile fare un confronto.
Sono affascinato dal modo di vivere dei polinesiani, dalla loro spensieratezza, dalla loro ingenuità e soprattutto dal loro modo di rapportarsi alla Vita. Trovare le parole giuste per descrivere quest'aspetto è molto difficile; mi viene più facile fare degli esempi dopo però aver fatto una premessa ossia che la gente della Polinesia fondamentalmente è povera, povertà che traspare chiaramente su ogni strada di ogni isola polinesiana. Due sono i segni più evidenti: le tante baracche che costeggiano le strade e la vista dei molti cani rinseccoliti e malati.
Rispetto però alla povertà che noi immaginiamo e vediamo sulle nostre televisioni quella polinesiana è particolare nel senso che non è accompagnata dall'indigenza; questo nonostante la maggior parte della popolazione credo non abbia un lavoro fisso. Non conosco i modi precisi con i quali i polinesiani si procurino il cibo ossia se se lo procurino da soli (essendo abbondante e di facile reperibilità il pesce e la
frutta) od anche con l'aiuto di enti statali. Resta il fatto che una volta garantito il cibo per sopravvivere sembrebbe che il cittadino polinesiano non abbia più grossi pensieri e così in qualsiasi ora del giorno puoi notare sulle strade persone che giocano a bocce, che suonano la chitarra, che tranquillamente conversano sui cigli della strade.
Una delle immagini più assurde ma anche più belle che ho della Polinesia sono proprio queste strade piene di baracche semi-pericolanti, ognuna delle quali ha il suo giardino curato e pulito, frequentate da sguardi seri ma distesi.
Invece uno dei ricordi più belli è una passaggiata uggiosa intorno l'isola di Maupiti su una strada sterrata e semi-deserta, costellata di baraccopoli (dove probabilmente in Italia non sarei mai passato) al passaggio delle quali non era raro incorrere nel saluto, non caloroso ma educato, degli abitanti della piccola isola.
E' chiaro che in Polinesia il vento dell'Ovest è ancora debole, non è stato ancora in grado di "rovinare" queste persone che così sono ancora in grado di apprezzare il valore dello loro terra, di apprezzarne ma anche difenderne i frutti. La tecnologia (in particolare cellulare e televisore) è arrivata ma ha ancora una diffusione molto limitata e quindi, per ora, le fragili menti polinesiane sono salve.
E' ovvio che questa da me fatta è un'analisi molto generica e questo esaltare la Polinesia ed i suoi abitanti non vuole assolutamente dire che questa terra è il Paradiso. Diversamente significa che in questo lontano e sperduto luogo della Terra oltre a dei paesaggi incredibili ci vivono delle persone incredibili, persone che sembrano aver vissuto e, in parte, ancora vivere in altra dimensione.
Per chi è curioso di conoscerla sono sufficienti una ventina di ora di volo.
 







































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